Benvenuti nel mio Castello

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† innocenti vanità

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† sentinelle del castello



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mercoledì, 03 giugno 2009

gelosia

 

Hai due alternative. Rovinare tutto nel solito modo. Oppure continuare a godere della felicità che quest'uomo è capace di donarti.

Vedi tu, Francesca. Vedi tu.

giovedì, 30 aprile 2009

mani_black_small

Mi sveglio nel cuore della notte. Lenzuola blu e gialle disordinate.
La tua mano che avvolge morbida la mia.
In un solo istante perdono l’universo intero.
E dimentico ogni lacrima che ho versato.
 
mercoledì, 22 aprile 2009

E che cosa volete che vi dica... che sono incredula e senza parole?

Ecco. Sono incredula, senza parole. E terribilmente felice.

senza parole

" (...). Allo stesso modo, ora, non voglio sapere niente di te. Ci fu un tempo in cui avrei voluto conoscere ogni anfratto della tua biografia: un percorso che presto o tardi avrei usato per assolverti o per condannarti. Ora mi impongo che quello che vedo debba bastarmi: la tua storia è nel tuo viso, nei tuoi lineamenti, nelle ombre e luci del tuo sguardo, dopo una certa età abbiamo la faccia che ci meritiamo. Io non voglio sapere che cosa ti ha fatto così, non voglio guardare nel motore, sapere che cosa ti ha limitato o arricchito; non voglio sapere se il tuo sia un meritevole punto d’arrivo o un disonorevole ristagno attorno al punto di partenza. Non voglio conoscere i tuoi genitori. Non voglio vedere la foto dei tuoi ex. Giungo a questa ora delle nostre vite, ti trovo come sei, con qualche segno, vissuta come desidero che tu sia. Il nostro passato ci ha portato a noi. Avremo tempo per raccontarci esperienze e curriculum: tanto non ne esistono di adatti a giustificare noi. Dopo una vita questo mi rimane: la percezione inafferrabile, irrazionale, che sei l’unica persona che voglio."

Filippo Facci, da Grazia del 7 aprile 2009.

 

mercoledì, 11 febbraio 2009

un venerdì mattino

 
 
Sul cartellone in fondo alla via campeggia la locandina di questo film. E' venerdì mattino. Il sole inonda ogni cosa. Fa caldo per essere l'inizio di febbraio. Stordimento. Leggerezza. Sintomi di una felicità così improvvisa. Così elementare. Così desiderata. Parlami d’amore. Parlami di qualunque cosa. Ora che non so ancora che l'amore non c'entra. E fammi ridere come tu solo sai. La nostra immagine nello specchio sull'armadio. Che belli che siamo, penso.
 
Cristallizzo momenti eternamente terrorizzata all'idea di perderne traccia. Chiedendomi se non sarebbe stato meglio non possederli affatto. La morsa allo stomaco sarebbe più lenta. Più sopportabile. Magari inesistente. Dimentico (sì?). Riposo. Mi nutro del cambiamento, di questa inesauribile capacità di reinventarmi. E' estenuante, a volte. Ma è il solo modo di vivere che conosco.
giovedì, 29 gennaio 2009

frozen

Lo sapevo che sarebbe arrivato. Era questione di settimane. Troppo pesante quest’ultimo anno per superarlo in scioltezza. Insofferenza, delusione e disgusto spazzano via ricordi sogni e desideri. Il gelo che ha avvolto ogni cosa è arrivato anche qui. Subdolo. Rassicurante. Momentaneamente risolutivo.
 
Il mio inverno comincia ora.
 
Ma vi farò credere che è già primavera.
lunedì, 19 gennaio 2009

Westwood

Londra mi è nemica, perché mi strappa dal ricordo. Nel tempo e nello spazio. Lo stesso sabato di un anno fa. Un caffè in centro. La mostra della Westwood a Palazzo Reale. Una cioccolata con la panna. Parole a fiumi. I minuti, le ore scorrono veloci. E ci portano fino all'aperitivo alle colonne di San Lorenzo. Un paio di whiskey sour, con Oban, of course. Una favolosa cena thailandese. Lily Allen canta Naive, mentre noi torniamo di corsa al parcheggio di Piazza Diaz, che chiude alle 2. Non accadeva da così tanto tempo. Per due lunghi anni nemmeno una parvenza di battito. E invece eccolo. Prima lieve, appena accennato. E poi continuo, festoso. Zampillante come acqua in una fontana. Già. Una fontana. Lo scambio delle coppe. Così piene, ricche, inebrianti. Non so se sia giusto provare tutta questa nostalgia per qualcosa finito tanto male, solo un paio di mesi dopo. Giusto o non giusto, certamente è stupido. E doloroso. "Ero felice, un anno fa..." dico al mio capo, passeggiando per Oxford Street. "No, sei molto più felice adesso, non so perché tu non voglia rendertene conto. E' solo che allora non sapevi con chi avevi a che fare". La felicità vive di illusioni. E ricordarlo fa un male bestia.

lunedì, 12 gennaio 2009

Milano, Clinica Mangiagalli. Harlock diventa zia per la prima volta e va a trovare sua sorella e Tommasino, nato una manciata di ore prima.
 
Harlock: All'ultima edizione dell'Atlantic Rally for Cruisers, traversata oceanica amatoriale che parte da Las Palmas de Gran Canaria e arriva nei Caraibi, hanno premiato il velista più giovane: 8 mesi. Si potrebbe migliorare il record…
 
Sorella di Harlock: Fanne uno anche tu e portalo dove vuoi.
 
Harlock:
 
 
Mi dispiace, Tommasino. Mi dispiace tanto che tu abbia una madre così irrimediabilmente stronza. Ad ogni modo, benvenuto.
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baby on board
martedì, 02 dicembre 2008

rispetto
puoi raccontare tutte le favole del mondo
 
agli altri e a te stesso (e questa è la cosa più grave)
 
ma non hai idea di che cosa sia il rispetto
 
e allora sarai sempre e soltanto un omuncolo qualsiasi
martedì, 25 novembre 2008

god save (almost) the queen
Travolti dal rispettivo profumo, spruzzato in dose massiccia. Più riconoscibile ed evocativo di qualsiasi gesto o parola o sorriso. Un iniziale imbarazzo che si stempera rapidamente attraverso due bottiglie di meraviglioso chablis. E una quantità di ostriche da restarci secchi. Imboccandosi come bambini. In un'intimità da coppia consolidata, senza malizia, senza sguardi allusivi da b movie. Assisto alla scena come se la vedessi da fuori, da una platea immaginaria. Lei è cresciuta, si è evoluta, forte della sua capacità di emozionarsi fino alle lacrime planando sull'acqua. Lui è rimasto quello che era. Ripete gesti e formule ed è solo una sbiadita copia di se stesso. Dice che in questi sei mesi ha pensato alla sua vitalità, al suo sorriso. Le stesse cose che potrebbe dirle un qualsiasi estraneo che trascorra qualche ora con lei. Di lui, invece, lei ricorda l'odore, la forza delle sue mani, il suono inconfondibile delle sue risate, le bugie e i silenzi, un piccolo paperotto di gomma e il sapore di quel primo bacio all'alba di un mattino di fine gennaio tra la luce debole delle ultime candele. Parla di lavoro, di quote di mercato che scendono e che lui farà risalire. A colpi di power point e di notti in bianco. Parlami di quello che ti manca, Marco, perdio, di quello che vuoi, di quello di cui hai paura, di quello che senti quando il kite ti trascina in cielo, dell'uomo che sarai forse un giorno. Mi piacerebbe imparare a ballare il tango, dice. Andiamoci, risponde lei a fil di voce, fin troppo consapevole che è solo un pour parler. Si abbracciano per un lungo momento. Le verrebbe così, da risalire lungo il suo collo e cercare le sue labbra. La mente è troppo annebbiata per capire che cosa prova. Per capire se è davvero quello che vuole o solo il desiderio di volerlo. E se poi lui si ritrae? No. Sale svelta in macchina. Il re è morto, di nuovo, questa notte. Suicida, pare. God save (at least) the queen*.
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*si ringrazia Elena per l'arguta intuizione.
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A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa
novembre.
E tu parlavi senza dire niente
cercavo invano di addolcire quel retrogusto amaro
di una preannunciata fine.
venerdì, 14 novembre 2008

ghiaccio & graffi
e penso a quando tutto veniva facile
e quando le cose accadevano
senza sognare senza chiedere senza pensare
a quando non c'erano ipotesi scenari calcoli paure
a quando vivevo e basta
 
ora il ghiaccio è segnato
 
cadere è un attimo
lunedì, 03 novembre 2008

vela
io so solo che quando sono lì con le gambe fuori dalla barca
con le onde che lambiscono i piedi
e il vento mi passa attraverso e mi sembra di volare
 
ecco
 
in quel momento
 
io sono totalmente profondamente disperatamente felice
venerdì, 01 agosto 2008

 

Se tra domani e giovedì della prossima settimana transitate nei paraggi di quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno e avvistate un oggetto rosso che vola a pelo d'acqua (sediovuole) seguendo traiettorie apparentemente casuali, potete ragionevolmente ipotizzare che si tratti:
 
A. di un eccentrico esemplare di Lockheed Martin F-35 Lightning II
 
B. di Ralph Supermaxieroe che si dirige a casa Clooney per una grigliata
 
C. della sottoscritta alle prese con il corso intensivo di kitesurf
 
martedì, 29 luglio 2008

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.prima del primo sogno
...e ogni fottutissima notte, un attimo prima del primo sogno,
ti guardi nello specchio che hai sotto le palpebre…
 
ma chi pensi di prendere in giro, baby?
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giovedì, 24 luglio 2008

martedì, 22 luglio 2008

grazie Pietro!