Per i tuoi occhi fissi nei miei su quella strofa della canzone dei Timoria
Per le scatole cinesi con i sacchetti dello zucchero
Per i carciofi tagliati sottili con olio e limone
Per il motore della Uno che prende fuoco
Per la spada nella roccia e la mela caramellata
Per la ceretta sul petto che non può fare più male del parto
Per il rumore dei passi del cameriere indiano
Per la camicia bianca da pirata e i pantaloni di pelle
Per la tua dolcezza di sempre
Sarai un papà meraviglioso. E speriamo che sia femmina. Potresti chiamarla Francesca.
- "Anche i fiori che hanno le spine?"
- "Sì. Anche i fiori che hanno le spine".
- "Ma allora le spine a che cosa servono?"
Non lo sapevo. Ero in quel momento occupatissimo a cercare di svitare un bullone troppo stretto del mio motore. Ero preoccupato perche' la mia panne cominciava ad apparirmi molto grave e l'acqua da bere che si consumava mi faceva temere il peggio.
- "Le spine a che cosa servono?"
Il piccolo principe non rinunciava mai a una domanda che aveva fatto. Ero irritato per il mio bullone e risposi a casaccio:
- "Le spine non servono a niente, e' pura cattiveria da parte dei fiori".
- "Oh!"
Ma dopo un silenzio mi getto' in viso con una specie di rancore:
- "Non ti credo! I fiori sono deboli. Sono ingenui. Si rassicurano come possono. Si credono terribili con le loro spine..."
...Buon Compleanno Blog...
Le magnolie sono ricoperte di grandi boccioli rosa scuro e bianchi. Nei giardini, lungo le strade che percorro ogni giorno. La primavera stava per arrivare. Poi si è bloccata. Improvvisa. Violenta. Il freddo è tornato, sprezzante, tra i rami. Sui muri. Nelle ossa. E i petali restano immobili, abbracciati l’uno nell’altro. In uno stato di semi vita. Di attesa penosa, sospesa. Io non scrivo più niente, mi legano i polsi, ora l'unico tempo è nel tempo che colsi: qui dentro il dolore è un ospite usuale, ma l'amore che manca è l'amore che fa male. Ascolto i rimproveri, i consigli, le opinioni. Schiaffi duri. Umilianti. Riposa. Smettila di scalpitare. Stai ferma. Come le magnolie. Ma io non ci riesco. Non ci sono mai riuscita. Un invito a cena e un cinema. Perché giocare mi viene dannatamente facile. Ma vivere no, invece. Almeno fino a che non decido di capire la differenza tra gioco e desiderio. Tra bene e male. Per me. Non in assoluto. Per me. Ogni uomo della vita mia era il verso di una poesia perduto, straziato, raccolto, abbracciato; ogni amore della vita mia è cielo è voragine, è terra che mangio per vivere ancora. Questa mattina ho aperto gli occhi e mi sono resa conto di non ricordare la sua voce. La sua VOCE. Doveva essere un sollievo. E invece no. E’ stato orribile e basta. Un amico che viene a trovarmi. Per capriccio. Per salvare barca ed equipaggio. Per scoprire, forse, rive sconosciute. Quando le acque saranno tornate calme. E le magnolie si lasceranno esplodere. Di maestosa bellezza.