Benvenuti nel mio Castello

† passaggio segreto


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† specchio delle mie brame


† spiriti liberati

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† editto del regno

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† innocenti vanità

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† sentinelle del castello



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giovedì, 28 aprile 2005


Per i tuoi occhi fissi nei miei su quella strofa della canzone dei Timoria
Per le scatole cinesi con i sacchetti dello zucchero
Per i carciofi tagliati sottili con olio e limone
Per il motore della Uno che prende fuoco
Per la spada nella roccia e la mela caramellata
Per la ceretta sul petto che non può fare più male del parto
Per il rumore dei passi del cameriere indiano
Per la camicia bianca da pirata e i pantaloni di pelle
Per la tua dolcezza di sempre

Sarai un papà meraviglioso. E speriamo che sia femmina. Potresti chiamarla Francesca.

martedì, 26 aprile 2005


- "Anche i fiori che hanno le spine?"
- "Sì. Anche i fiori che hanno le spine".
- "Ma allora le spine a che cosa servono?"
Non lo sapevo. Ero in quel momento occupatissimo a cercare di svitare un bullone troppo stretto del mio motore. Ero preoccupato perche' la mia panne cominciava ad apparirmi molto grave e l'acqua da bere che si consumava mi faceva temere il peggio.
- "Le spine a che cosa servono?"
Il piccolo principe non rinunciava mai a una domanda che aveva fatto. Ero irritato per il mio bullone e risposi a casaccio:
- "Le spine non servono a niente, e' pura cattiveria da parte dei fiori".
- "Oh!"
Ma dopo un silenzio mi getto' in viso con una specie di rancore:
- "Non ti credo! I fiori sono deboli. Sono ingenui. Si rassicurano come possono. Si credono terribili con le loro spine..."

...Buon Compleanno Blog...

mercoledì, 20 aprile 2005


Le magnolie sono ricoperte di grandi boccioli rosa scuro e bianchi. Nei giardini, lungo le strade che percorro ogni giorno. La primavera stava per arrivare. Poi si è bloccata. Improvvisa. Violenta. Il freddo è tornato, sprezzante, tra i rami. Sui muri. Nelle ossa. E i petali restano immobili, abbracciati l’uno nell’altro. In uno stato di semi vita. Di attesa penosa, sospesa. Io non scrivo più niente, mi legano i polsi, ora l'unico tempo è nel tempo che colsi: qui dentro il dolore è un ospite usuale, ma l'amore che manca è l'amore che fa male. Ascolto i rimproveri, i consigli, le opinioni. Schiaffi duri. Umilianti. Riposa. Smettila di scalpitare. Stai ferma. Come le magnolie. Ma io non ci riesco. Non ci sono mai riuscita. Un invito a cena e un cinema. Perché giocare mi viene dannatamente facile. Ma vivere no, invece. Almeno fino a che non decido di capire la differenza tra gioco e desiderio. Tra bene e male. Per me. Non in assoluto. Per me. Ogni uomo della vita mia era il verso di una poesia perduto, straziato, raccolto, abbracciato; ogni amore della vita mia è cielo è voragine, è terra che mangio per vivere ancora. Questa mattina ho aperto gli occhi e mi sono resa conto di non ricordare la sua voce. La sua VOCE. Doveva essere un sollievo. E invece no. E’ stato orribile e basta. Un amico che viene a trovarmi. Per capriccio. Per salvare barca ed equipaggio. Per scoprire, forse, rive sconosciute. Quando le acque saranno tornate calme. E le magnolie si lasceranno esplodere. Di maestosa bellezza.