Benvenuti nel mio Castello

† passaggio segreto


harlock1970@hotmail.com

† specchio delle mie brame


† spiriti liberati

*loading*

† editto del regno

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† innocenti vanità

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† sentinelle del castello



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martedì, 31 gennaio 2006

Harlock                   Ciao, come va?
Mamma di Harlock     Solito…. grazie… tu?
Harlock                   Mhmh, ma sì, bene…. meglio…
Mamma di Harlock     Ho visto che hai chiuso il blog finalmente…
Harlock                   No, era sospeso... l'ho riaperto.
Mamma di Harlock     Ah.
Harlock                   Ah che?
Mamma di Harlock     Pensavo si trattasse di una presa di coscienza…
Harlock                   …

Il mio blog. Il mio rifugio, la mia liberazione. Un modo per arrivare a me. Un modo per lasciarmi raccontare. Emozioni. Limiti. Paure. Attimi di gioia, davvero pochi. Giorni di dolore lancinante. Troppi. Questo avrei voluto che fosse. Una preghiera per gli spiriti liberi chiusi in gabbia. E invece, proprio le persone più importanti per me pensano che il Castello in una gabbia si sia trasformato. Dalla quale non riesco più ad uscire. Qui dentro, tutto ciò che sono. Là fuori, frammenti sconnessi. 

lunedì, 30 gennaio 2006

Negli ultimi anni mi sono ritrovata spesso a chiedere se qualcuno si ricordasse di un cartone animato in cui il protagonista, una specie di folletto con i capelli sparati ai lati, dopo aver sconfitto i malfattori pasticcioni, pronunciava la fatidica frase … e se questo filo d'erba suonerà, allora sarai veramente pentito! Con quella vocina che ce l'ho stampata in testa da sempre.  Nessuno che convalidasse questo mio ricordo. Ed ero giunta alla conclusione che forse si trattava di un sogno. O di un amico immaginario, di quelli che i bambini si inventano e che poi scompaiono quando si diventa grandi. Oppure i postumi di un tegolino avariato. Ieri sera, il colpo di scena. L'attuale candidato ad uomo della mia vita, oltre a cucinare un branzino al sale da urlo, si destreggia abilmente nei meandri della rete. Tempo due minuti secchi dalla mia richiesta, et voilà, il mio sogno perduto: Tofffsy!!!

Tofffsy

s c o p a m i   l a   m e n t e

sabato, 28 gennaio 2006

Paesaggio al crepuscolo. Artigli invisibili impediscono ogni movimento. I piedi incollati al suolo. I polmoni al minimo vitale. Solo gli occhi. Che percorrono lenti ogni linea, ogni colore. Occhi che non vedono soltanto. Annusano. L'odore delle foglie. Ascoltano. Il fruscio dell'erba. Vibrano. Nel vento autunnale. Né troppo caldo, né troppo freddo. E affogano. Affondano. Grati. Nel giallo e nel rosso. Di ogni ordine e grado. Un tramonto più bello di tutti i tramonti che ho visto davvero. Mi ci hai portata dentro, Vincent. Come un inganno. Come una sorpresa. E adesso sono un pochino meglio di prima.

Da qualche parte verrà ancora
il vento calmo della sera,
la luce più morbida del tempo.
E io voglio esserci,
dentro quella luce.

venerdì, 27 gennaio 2006

Questo desidero. Più di tutto.

Ecco che razza di donna sono.

la neve è nera. la neve è la mia maledizione.

 

 

 

 

giovedì, 26 gennaio 2006

Ancora una volta.

Usa quel tono con me ancora una volta.

E sei  F U O R I.

mercoledì, 25 gennaio 2006

Insomma. Tu sei lì, che chiacchieri fittofitto di uomini, vermi e supervermi con la Princi. Mentre assapori, con assoluta dedizione, la tua dose settimanale di alghe e pesce crudo. Nel tuo solito ristorante. Che il sushi come lo fanno qui non lo fanno da nessuna parte. Bene, dicevo. Il bello della Princi è che non la vedi per mesi. Perché siamo molto donne e molto impegnate, soprattutto a riprenderci da storie sbagliate. E poi bastano dai dieci ai venti secondi per ricominciare da dove eravamo rimaste la volta prima. Il fatto è che lei ed io abbiamo gli occhi con dentro le stelline come nei cartoni animati. E secondo me questa cosa c’entra. Ad ogni modo. Ma la piantiamo di aprire questa porta che viene dentro un freddo becco e mi si pianta il sushi sullo stomaco? E tu che cosa ci fai qui? Strabuzzi gli occhi, ti senti avvampare. Anche se dopo scoprirai che, in realtà, sei diventata pallida come un lenzuolo. Lui entra dice qualcosa tipo ciao questi sono per te, ma non ne sei sicura. Ti ritrovi con un bouquet di rose rosse tra le mani. Mentre lui ti guarda con quello sguardo là. Quello che ti è rimasto addosso da domenica sera. Però forse un pochino più chiaro, o forse solo un po’ più carico di voglia di farlo diventare più chiaro. Magari dovresti dire qualcosa. Magari dovresti alzarti e dargli un bacio. Però fa troppo realityshow. E comunque sei troppo pietrificata per fare o dire qualcosa che sia più di un grazie ci sentiamo dopo ciao. La Princi ti guarda. Confusa, divertita. E rimane un po' spiazzata dai tuoi occhi lucidi e dai lacrimoni. E dalle frasi sconnesse che ti ritrovi a pronunciare ma che qui non le scrivi perché, echeccavolo, un briciolo di privacy ogni tanto ci vuole.

martedì, 24 gennaio 2006

Ormai lo sapete che, ogni tanto, mi sveglio in Stupidera Mood. Tipo stamattina. Salgo in macchina e tento di vedere al di là del parabrezza tempestato di stelline ghiacciate. Proprio come nei disegni dei bambini. Nella speranza, vana, che il liquidino antigelo (che se prendo chi lo ha chiamato così...) faccia il suo dovere.   Fino a che la radio mi regala questa preziosa perla del passato. Che canticchio con la voce ancora roca di sonno.

Dammi il tuo amore
non chiedermi niente
dimmi che hai bisogno di me
tu sei sempre mia anche quando via
tu sei l'unica donna per me

quando il sole del mattino mi sveglia
tu non vuoi lasciarmi andare via
il tempo passa in fretta, quando siamo insieme noi 
è triste aprire quella porta
io resterò se vuoi, io resterò se vuoi

dammi il tuo amore
non chiedermi niente
dimmi che hai bisogno di me
tu sei sempre mia anche quando vado via
tu sei l'unica donna per me

Sarà mica chiedere tanto, no? 

venerdì, 20 gennaio 2006

"…vuole lasciare una traccia forte della sua esistenza e del suo desiderio, ma non ha voglia di affrontare le angosce e le pretese, gli incontri e le fughe, le insicurezze, le notti insonni, le minacce, i ricatti sentimentali, le meschinità della monogamia, i ripiegamenti distanti dopo overdose di sesso sfrenato. Tutti quei momenti di ansia, insomma, che hanno caratterizzato in passato le sue storie d'amore. Per un anno si è trincerata in un suo territorio privato che racchiudeva in sé i riti, le immagini e le riproduzione dell'amore. Ha immaginato storie, ma non ha mai voluto viverle, o non ne ha avuto il coraggio. In passato ha fatto mosse molto azzardate e ha perso parecchio. Adesso se vuole tornare a giocare ha bisogno di rimettersi in sesto."

Da Noi che non siamo come le altre, di Lucìa Etxebarrìa (Guanda, 1999)

martedì, 17 gennaio 2006

Ebbene sì. Dopo quasi due anni di onorata carriera, anche questa blogger cede alla tentazione di commentare le proprie chiavi di ricerca. Alcune, tra le ultime.

capita harlock
Eh, sì càpita Harlock, càpita…  non sai quando, non sai dove, ma càpita. A meno che l’accento non sia sulla i e allora la faccenda cambia. Eureka! Capìta Harlock! No… lo escludo. La chiave non l’ho ancora trovata io, figurati tu…

scrivere una lettera a un amico triste
Che cosa carina.   ma una lettera vera? Di quelle a mano, con la penna – magari stilografica - sulla carta? Non una mail? Non un SMS? Non un giro di MSN? Che bel sapore, sa quasi di antico…

non è niente bernardini
Potrei chiedere una percentuale sugli incassi di questo libro per tutte le volte che l’ho citato, sentito, vissuto.

amputata film
Questa cosa mi ricorda un film del 1993, Boxing Helena di J.C. Lynch, figlia di quel Lynch lì. Sarà che Julian Sands mi è sempre piaciuto. Quasi quasi lo riguardo, un giorno di questi. E vediamo che effetto mi fa.

armadio self poliform
Sembra che io stia diventando una opinion leader in materia. Ma sulle griffe d’arredamento l’esperta è mia sorella. Io annaspo tra IKEA e Semeraro. Del resto il mantenimento delle extensions comporta delle scelte in termini di budget mix.
 
autentici autoscatti
Sei nel posto giusto, al momento giusto. Qui puoi trovare autentici autoscatti d’autore, anzi d’autrice. La cosa divertente è che se un pittore si fa un autoritratto è un figo. Se io mi faccio una foto sono una vanitosa. O, peggio, una complessata alla ricerca della sua identità.

bionda and riccia
E’ ormai dal lontano 1997 che non sono più bionda né riccia. Cioè riccia sì ma la lotta contro la natura procede indefessa.  

clarice lispector vicino al cuore selvaggio
La mia autrice preferita, il mio libro preferito. Per il momento.

harlock diavolo
Beh, adesso non esageriamo. Sono meno cattiva di quanto sembro. E certamente molto meno di quanto vorrei essere.

incantesimi per la verginità
Che dire. Qui al Castello qualche incantesimo ci si prova a farlo. E poi il quesito non è del tutto chiaro. Per perderla? Non servono incantesimi. Solo un po' di ormoni o, meglio, un po' di ammmore. Per riaverla, forse un buon chirurgo potrebbe fare al caso tuo.

relazioni pericolose trascende ogni mio controllo
Ma quanto mi è piaciuto questo film! Mi dispiace solo di non averlo visto prima. E’ stracolmo di consigli interessanti. Cinico, romantico, bellissimo. Mi scuso se la recensione è un po’ basic. Ma mi volete bene lo stesso, no?

specchio effetto anticato
Concordo. Questi oggetti piacciono un sacco anche a me. Il Castello ne è pieno. Alcuni sono più nascosti. Bisogna saperli cercare. 

stiro abitudini
Fossi in te prenderei qualcun altro come esempio. Stirare mi irrita, mi indispone, mi innervosisce. A volte mi scotto pure.

vasca bagagliaio
Quale sarà il senso di questa tua ricerca? Cercavi una vasca pieghevole per le vacanze? Volevi fare un bagno nel bagagliaio? In una Cadillac, potrebbe anche essere divertente. Ci penserò.

casa viaggiante
Non potevi scrivere roulotte? O caravan? O Moira Orfei? E poi questo è un Castello. Non ci posso mettere le ruote nemmeno volendo. Oppure puoi contattare il tizio qui sopra, quello della vasca nel bagagliaio. Chissà che non salti fuori il business.
 
voglio passaggio
Per dove? Non carico autostoppisti. Non accetto caramelle dagli sconosciuti. Non faccio sesso al primo incontro. E poi, "voglio". L’erba voglio cresce solo nel giardino del Re. E non sempre, comunque. Primo perché fa un freddo porco. Secondo perché il Re oltre alla parola Voglio dovrebbe imparare ad usare parole tipo Scusa o Forse ho esagerato. Che hanno così un bel suono.

lunedì, 16 gennaio 2006

Reduci dalla visione di Guida galattica per autostoppisti di Garth Jennings.

Harlock  Mhmh, è un po' una cagata ma c'è qualche spunto carino…

Lui        Non è una cagata. E' un film grottesco.

Harlock  Una cagata, appunto.

Lui        Per molti è un cult.

Harlock  Ah, beh, allora…

Deve essere un po' come la selezione all’ingresso. Qualcuno decide se sei vestito giusto. Qualcuno decide che cosa è oggetto di culto. Qualcuno si crede dio anche se non crede in dio. Buffo, eh?

venerdì, 13 gennaio 2006

Per le mie dita nella tua bocca per la tua saliva per le tue mani
Per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato
Per l'innocenza che cade sempre e solo a lato
Per i sussuri mischiati con le nostre grida ed i silenzi
Per questa rabbia che in punta al mio palato sfiora
la nudità della tua intelligenza e ancora
Per il tuo corpo altare ed unica dimora ti sto cercando
Per ritrovare tutto il possibile del mondo ora e dovunque
Per spingere sempre più a fondo
senza pensare
senza timori nè domani
tra queste mani*

Nel pieno del mio delirio di contraddizioni continue.
 
(scusami)


*Frammenti da Il cielo su Torino, Subsonica.

mercoledì, 11 gennaio 2006

Interessante questione quella della felicità. E il Castello non è forse il luogo più adatto per far filosofia da quattro soldi. Però questo argomento mi sta proprio a cuore. Anche se il rischio è quello di arenarsi su definizioni più o meno sterili. O comunque troppo eteree per poter essere assimilate e vissute. O troppo soggettive per essere comprese e condivise. Per esempio, che differenza c'è tra l'essere contenti e l'essere felici? Che so, io sono contenta quando mi viene bene la torta di mele. Sono contenta quando apro l'estratto conto e non sono in rosso. Sono contenta quando la cesta della roba da stirare è proprio vuota. Sono contenta quando spunta un bocciolino nuovo dell'orchidea. Sono felice quando torno nella miamia casetta, la sera. Sono felice quando mia madre commenta il blog, che da qualcuno avrò pur preso. Sono felice quando lui mi guarda come se fossi la cosa più bella del creato. Sono felice quando vorrei che una settimana durasse un minuto per vedere che ne sarà di me. E di noi.

mercoledì, 04 gennaio 2006

Piccole cose che mi riconciliano con la vita. Ieri sera sono stata in ufficio fino a tardi. Ero triste. Delusa. Con poche parole e quelle poche anche sbagliate. Uno di quei momenti in cui mi sento attaccata, giudicata e mi rifugio nel vuoto. Avevo gli occhi lucidi e il trucco sbavato. Entra Aldo. Il più anziano degli agenti. I capelli bianchi e quell'espressione dolce e velata. Che sembra un po' babbonatale senza la barba. Ciao Francesca, mi dice, come stai? Che succede, cosa sono quelle lacrime? Nulla, non ti preoccupare, adesso passa. Gli rispondo, abbassando gli occhi. Mi accarezza la testa. Non voglio vederti così. Non te lo meriti. Non me lo merito no. E' tornato qui, pochi minuti fa. Per sapere come sto, per vedere se oggi va meglio. Per qualsiasi cosa io ci sono sempre, anche solo due parole. Buona giornata stellina. Mi sussurra, sorridendo piano.