Benvenuti nel mio Castello

† passaggio segreto


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† specchio delle mie brame


† spiriti liberati

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† editto del regno

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† innocenti vanità

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† sentinelle del castello



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giovedì, 30 marzo 2006

Sai, in fondo non vedo l’ora che arrivi il buio completo. Perché adesso le cose e le persone sono come delle fiammelle sfuocate che mi si agitano davanti all’occhio. E io sono stufa marcia. Ormai anche da vicino non distinguo più le piccole cose, che poi sono le più belle, le più eccitanti.
Ecco, per esempio se fai un sorrisetto non lo vedo.
Devi fare un sorriso bello grande.
Per me devi fare tutto in grande.

mercoledì, 29 marzo 2006


Jean
      Menti molto spesso?
Laura     Rendo il mondo sopportabile.

lunedì, 27 marzo 2006

Buio. Appena sbiadito dalla luce fioca della lampada con il paralume verde. L'aria è tiepida. Fragrante di legna bruciata. Satura di respiri, sospiri, risate. Cerco il libro. Quel libro. Ho voglia di rileggere quella frase. Di sentirla galleggiare tra gli atomi di questa stanza. Di intrecciarla con le note di piano che hai scelto, ouverture di una notte così densa da sembrare giorno. Avevo la vista e l'udito e il tatto così all'erta che mi facevano male; potevo cogliere un respiro o un battito di ciglia con una frazione di secondo di anticipo sul suo manifestarsi. Ascolto le tue dita sulla tastiera del PC. Frenetiche. Straripanti. Vorticose. Urlanti. Chiudo gli occhi. E ascolto. Il ritmo. Gli accenti. Le pause. Rabbia e passione. Crollo e rinascita. Non è possibile. Non è possibile. Ti guardo e sorrido. Che cosa c'è? mi chiedi. Flamenco. Il modo in cui scrivi. E' puro flamenco.

Mamma di Harlock Ma sai che buono il detersivo per la lavatrice dell’Esselunga? Provalo, è ottimo!
Harlock Ah. Io di solito prendo il Bolt liquido alla mandorla.
Mamma di Harlock Ma no! Quelli liquidi sono carissimi! Anche i prodotti per il bagno, sai... il papà ormai usa solo bagnoschiuma e shampoo a marchio Esselunga...
Harlock Perché il papà? E tu?
Papà di Harlock No, lei usa quelli di marca. A me li comprano solo se sono in offerta...

venerdì, 24 marzo 2006

Bella non è una regina. Bella non è un'imperatrice. Bella non è la pescivendola che divenne imperatrice e poi tornò a essere pescivendola. Bella è una principessa. Le piace sedere nella sia torre e pettinarsi i capelli. Le piace sentire i denti del pettine grattarle la testa. Le piace sentire cantare i propri capelli. Bella sta aspettando. Bella aspetta che zoccoli di cavallo risuonino sotto la torre. Bella aspetta che uno stallone bianco soffi e nitrisca. Bella aspetta il cavaliere sul bianco destriero. Bella aspetta che il cavaliere venga a salvarla dal drago. Bella aspetta che squarci il cuore del drago e gli strappi la lingua. Bella aspetta che le dia prova del suo immenso amore per lei. Bella attende con il fiato sospeso. I suoi capelli sono corde di un'arpa. Vogliamo chiamarli arpie, allora? Mezze donne, mezzi filamenti mostruosi, ogni filo ha un racconto da narrare. Quando i denti del pettine vi passano in mezzo, liberano piccole note che cantano i sogni di Bella. Do…ve sogna che lui affronterà i più feroci demoni per lei. Re…sta sempre a ricordare come ci rigira attorno alle sue dita. Be', le piacerebbe tagliare una nostra ciocca, per offrirla a lui, che la porti sul cuore. Mi…pare di sapere che lei crede di ispirargli imprese sovrumane. Fa…ahh! Sol…o suo. La...rgamente le sue fantasie si concentrano su quanto la onorerà. Si…finché non arriverà, è disposta ad attenderlo. Bella ha mescolato le sue fiabe. E' Riccioli d'Oro con i suoi occhioni. E' il Brutto Anatroccolo che divenne un cigno. Bella è la Bella Addormentata e Raperonzolo. E' la Regina delle Nevi, il cui bacio è più freddo del ghiaccio. Bella è come la goccia di vetro che ha nel cuore. Dentro di lei c'è un subbuglio permanente. E così posso soffiarla, modellarla, girarla o tirarla, dandole qualsiasi forma, consistenza o stato d'animo. Però non posso forzarla. Forse, nel vetro, Bella vede uno spirito affine. E' sempre stata attratta dal vetro. Le ho comprato dei bicchieri. Di tipi diversi. Vetro dipinto. Vetro scintillante. Vetro opaco. Vetro inciso. Vetro intagliato. Spirali di vetro. Vetri con dentro delle luci. Ma nessuno di questi pezzi di silicio e sabbia è mai stato importante. Si limitava a tenerli in mano per un momento, premeva doverosamente le labbra sulle mie e poi li posava sul tavolo più vicino. E lì rimanevano a raccogliere polvere e trascuratezza. Finché non li ho messi nella vetrina e ho capito quanto poco io riesca a penetrare dentro di lei.

Da Noi che non siamo come le altre, di L. Etxebarria (2003)  

E tutto il mondo fuori.

giovedì, 16 marzo 2006

Fa ancora abbastanza freddo. Per fare due giri con la sciarpa. Per assaporare il tepore aprendo la porta di casa. Per accendere il camino. Fa ancora abbastanza freddo. Per riscoprire il vicolo delle lavandaie così come deve essere visto. Per tuffare il naso in una cioccolata fumante. Per vestirsi come la Fata d'Inverno. Fa ancora abbastanza freddo. Per scaldare il cuore con uno sguardo. Per sfogliare un libro affondati nel piumone. Per essere solo silenzio e pelle. Fa ancora abbastanza freddo. Per sentire l'alba svegliarsi piano. Per congelare i ricordi e la tristezza. Per guardare laggiù in fondo se arriva la primavera.  

mercoledì, 15 marzo 2006

Questa cosa è successa anche a me, precisa precisa, allo zoo, alla tenera età di quattro anni. E ringrazio dio che faceva freddo e avevo il passamontagna.

Apro gli ultimi due scatoloni. Gli irriducibili. Quelli che chissà che cosa c’è dentro. Smemo del 1994. Cade a terra un foglietto, una pagina di quaderno piegata in quattro, scritta a mano. Leggo e sorrido. Lo trovai sul libro che stavo studiando, al bar dell'Università. Qualcuno lo aveva lasciato lì, approfittando della mia assenza.

S'io fossi ricco d’oro e di gioielli
Ti vorrei ricoprir da capo a piede
S'io fossi Papa, per questi occhi belli
In Vatican rinnegherei la fede

S'io fossi imperator del mondo intero
Sol per un bacio tuo darei l’impero

S'io fossi Dio con me ti condurrei
Ed in ginocchio in ciel t’adorerei

E' una poesia di Camillo Sbarbaro. Ma io la penso proprio così.

A distanza di tempo ho scoperto che non è Sbarbaro l'autore. Ma, in fondo, che importa.

martedì, 14 marzo 2006

Abbiamo giocato con le sorgenti della vita e abbiamo perduto.

lunedì, 13 marzo 2006

Stava a letto, tranquilla, fantasticando. Lei amava. Stava amando in anticipo l'uomo che un giorno avrebbe amato. Chi poteva capirla, sono cose che succedono, cose innocue, che non fanno male a nessuno. A letto a pensare, a pensare, quasi ridendo tra sé, come se fosse stata coinvolta in un intrigo. Pensare, pensare a che cosa? Solo lei lo sapeva. Restò immobile nel letto.

da Legami Familiari, di Clarice Lispector

***

L'aspettativa è quella cosa per cui Senti, Desideri, Vuoi che esista qualcuno in grado di fotografare il vento. Senza alberi, senza sabbia, senza baveri, senza vele. Una cosa innocua, appunto. Che non fa male a nessuno.

venerdì, 10 marzo 2006

Guida nervosa, da sempre. Strappa le marce. Sposta la frangia dagli occhi con un soffio deciso. Una sigaretta tra le labbra. La terza nell'ultima mezz'ora. In realtà è la terza Zigulì – ai frutti di bosco, con vitamine e minerali – perché lei non ha mai fumato. Stanotte è una notte di pensieri. Quel genere di pensieri che nascono all'ombra delle sopracciglia corrucciate nel gesto di accendere. Non puoi tenere tutto. La sua vita sembra una soffitta dove accatasta i giorni, le notti, le risate, i sogni. Senza un ordine, senza una logica. Le cose grandi in mezzo alle cose piccole. Ha perso la misura. Non puoi tenere tutto. Stringe tra le braccia dozzine di tulipani bianchi e non ci stanno. Non ci stanno. Cadono. Si sporcano di terra. Si spezzano. Non puoi tenere tutto. Finge di amare, di sentire, di vivere. Replica emozioni. Crea battiti sintetici. Piange lacrime di glicerina. Come un'attrice stanca e annoiata. Stretta nel suo elaborato corpetto di raso. La gonna nera, lunga, drappeggiata. Non puoi tenere tutto.  Sipario, palco, quinte, camerino, specchio con le lucine intorno. Cambio di scena. Bosco. Si toglie le scarpe. Alberi a cui appoggiarsi. Nascondersi per rivelarsi. Foglie sull'orlo della gonna. Gocce limpide sgorgano dalla roccia. Così. Non voglio tenere tutto. Dammi la mano. Voglio sentirmi trasparente. Fammi sentire trasparente. Un primo istante che non ricordo più.

Voglio dire. Uno può trovarsi nel mezzo della giornata lavorativa più infernale della sua vita. L'anno fiscale volge al termine. E l'imperativo è uno solo: vendere. La pressione cresce e lo stress anche. Le meningi fumano. Le dita corrono rapide sulla tastiera a chiedere, giustificare, rispondere. Ogni tanto ti fermi. Respiri. E ti concedi un pensiero bello. Che per quelli brutti non c’è più spazio. Poi arriva una mail dal titolo "Info interessanti sulla Cindy Crawford e non solo". Con questa immagine allegata. E che cosa fai? Scoppi a ridere e pensi… non cambieranno mai!

A distanza di qualche ora. Ne arriva una seconda. Ed è il delirio.

La giornata finisce così. Al grido di

Iene Forever!!!

mercoledì, 08 marzo 2006

Posso dire qualcosa di piuttosto audace? Se la signorina Honeychurch giungerà mai a vivere come suona, sarà molto eccitante. E per noi. E per lei.

Da A room with a view, di J. Ivory (1986)

Enzoooo, Maaaanuel, Steeeeven! Forza, rapidi! Lo volete un passaggio sì o no? Saltate su, svelti, che sono in ritardo! Cintura, allacciata. Auricolare, collegato. Sicure, chiuse. Volume, up. Molto UP.

Su di noi nemmeno una nuvola
su di noi l'amore è una favola
su di noi se tu vuoi volare
lontano dal mondo, portati dal vento
non chiedermi dove si va.

In ufficio, Enzo, dove vuoi che andiamo?! Che c'ho ancora trecentocinquantaquattro rate del mutuo da pagare! Però questa canzone mi è sempre piaciuta da pazzi, lo sai? Mi mette in mood primavera. Anche in inverno.

SBEM.

Il risveglio dal sogno
Forse uccide, mai tradisce
Puoi non assaggiare
Per veder se il gusto se ne va
O ti devasta, o ti devasta il prezzo che si haaaa

Manuel! echessifà così? Sei il solito prepotente, abbi pazienza, ha una certa età, il Pupo! sì, lo so che tu sei più in mood con me di lui, al momento. Eppoi mi tocca tagliarti la strofa che se no mi indicizzano come siti sex e non è niente carino, eh. Però che canzone, che canzone! Come ho fatto a sopravvivere senza, proprio non lo so. Io con le voci graffiate ho un rapporto insano, si sa. Steven, eddai. Non essere timido. Il tuo parere è prezioso. Fondamentale, in genere. 

And I can't find my way
God I need a change
And I do anything that just feel better
Any little thing that just feel better
Long to hold you in my arms
To all things I ought to leave behind
It's really getting nowhere
I think I need a little help this time!

I'm gonna try anything that just feel better
Tell me what to do
You know I can't see through the haze around me
And I do anything that just feel better

Yeah [Santana Guitar solo] e qui e qui e qui se Rebecca avesse le ali si alzerebbe in volo sulla superstrada!

...Buongiorno Mondo...

martedì, 07 marzo 2006

...mumble mumble mumble...

Naaaaaa..... !!!

lunedì, 06 marzo 2006

Lo so, lo so che di solito non posto queste cose.
Ma questa vignetta mi ha davvero fatta ribaltare dalle risate.

Una serie infinita di cancelli sul ciglio della strada, dietro ad ogni curva, a picco sul mare. Che ti viene voglia di aprirli, uno per uno. Per vedere se, al di là, ci sono dei castelli. Invisibili. Sospesi. Tra l'acqua e le nuvole. Attraversati dal vento. Fedele compagno di viaggio. Sferzante testimone della mia vita. Della mia vita più bella, chissà perché. I muri sfregiati dal tempo e dalle parole. Le foglie che saltellano davanti ai fari, come rane in fuga. I vicoli. Le lanterne. Le case in miniatura tra le case vere. Quasi che così diventano più piccoli anche i problemi. Diventa più facile vivere. Gli alberi che nascondono mostri a quattro teste. Gli scatti. Giocati. Scambiati. Una maschera argentata che ha bisogno di occhi. Dentro. Per rianimare un sorriso immobile. Le note di Amadeus in un palazzo antico. In una sala dalle tende blu. Le mani da scaldare e la pioggia sui vetri. I libri. Raccontati così forte che sembra di averli già letti. Tutti d'un fiato. Le immagini. Ovunque. Ad ampliare la mia concezione di passione. Le canzoni. Dai testi densi e amari. Sotto un cielo livido di malinconia. Le mentine dal cuore di anice e cocco. E un cagnolino di peluche, lì pronto da stringere, se fai un brutto sogno. Bellezza. Attenzione. Cura. Ecco. Ecco che cosa intendo.

venerdì, 03 marzo 2006

Bevo il mio cappuccino. Tranquilla. Senza fretta. Come se fosse sabato, anche se è venerdì. Mi anticipo la vita di un giorno. Matilde è vestita da damina. Un abito di quelli comprati in negozio, di un tessuto damascato, sui tono dell'oro. Con il pizzo sul corpetto, la crinolina e il cappello a tesa larga. I capelli biondi sciolti, 'ché stamattina proprio non è stato possibile raccoglierli. Anche se una dama dovrebbe tenerli raccolti, puntualizza. Mi ricorda un po' la Pontiroli Samanta e il vestitino con le luci (ma questo è un riferimento da finissimi intenditori). E' molto presa dalla parte. La vocina composta. Il mento alto. La postura fiera, compatibilmente con i suoi otto anni o giù di lì. E poi c'è Maria Sole. La sorellina. Che sembra avere le idee molto chiare.  E mi guarda con gli occhietti vispi attraverso la mascherina nera, mentre addenta una gigantesca brioche al cioccolato. Non sono uno scarafaggino alto novanta centimetri. Sono Batman, chetticredi.

giovedì, 02 marzo 2006

Sono le rose sul retro dei polsini
Sono la stoffa a brandelli di tempi lontani
Sono il tulle rosa con cui avvolgo i sogni
Sono i capelli scarmigliati dopo una notte d'amore
Sono le labbra piene con gli angoli all'ingiù
Sono la pelle bianca lavata via dai baci
Sono le unghie dipinte di nero con cui mi graffio il cuore
Sono gli occhi bistrati per intonarmi al buio
Sono la valigia colma di ricordi e di promesse
Sono le spalle rivolte al mondo e al frastuono
Sono l’incuranza del rischio di cadere
Sono lo sguardo affacciato sul vuoto che c'è dentro

Uno dei miei sogni impossibili è essere fotografata da Patrick De Marchelier. Perché lui arriva all'Essenza. E, non so come, con questo scatto per Mariella Burani, ha disegnato la mia.

mercoledì, 01 marzo 2006


Un estasiato ringraziamento alla grande Gianna Nannini.
Per l'ispirazione, la rabbia, l'adrenalina.
Per avermi trascinata davanti allo specchio.
Per avermi costretta a guardarmi.

Fuori.


Attraverso.


Dentro.