


Harlock
Poi dimmi che non sono la donna più incredibile che hai mai incontrato!
Lui
Sei la donna più incredibile che mi ha incontrato...
Adesso. Lasciamo stare i tempi dei verbi.
Ma questo scambio di battute è una folgorante rappresentazione del concetto "tu te li scegli proprio con il lanternino".


Buon Compleanno Papà di Harlock
Sì, sì, va bene. E' anche il 36° anniversario di matrimonio.
Auguri anche alla Mamma di Harlock


Finché avrete bisogno di me ma non mi vorrete resterò.
Quando mi vorrete ma non avrete più bisogno di me allora me ne andrò.
***
praticamente la storia della mia vita
Harlock ... perché poi si prende il battello, si va al largo e si possono vedere le balene e i delfini!
Lui Uà! che storie!
Harlock Sì sì, ho anche trovato il binocolo! L'ho provato su tutte le case del vicinato… si vede benissimo! Si sa mai. Magari è la volta che Nessie si degna di fare capolino dal lago. Vent'anni fa mi ha dato buca.
Lui Chiiii? Ah, ò mostr!
Harlock Che poi, anche se aprile e maggio sono considerati i mesi meno piovosi dell'anno, sarà il caso di portare un cappellino impermeabile, non credi? E comunque per i miei capelli tutta quell'umidità sarà una vera tragedia.
Lui E che c'azzecc ò mostr?
Harlock Niente, dicevo così, per dire….
Lui Tu le fernì a passà a n'argoment e n'at senza avvisà?!?
Harlock Ufff… bene, allora buona notte.
Lui Buona notte. Ciaobbbella.
Click
“e risuona il mio barbarico YAWP sopra i tetti del mondo”
Respira, Harlock, respira. Fu Fu Fu (©Ale). Glielo devi aver già detto che odi il Ciaobbella. Non è grave. Fu Fu Fu.
Harlock non resiste e lo chiama.
Harlock Ehm, ragazzino, sbaglio o ti avevo detto che io OOOdio il ciaobbbella?!
Lui Uè stamm a sentì E nun baco o stadio E nun juoco 'o pallone E nun magno ca vocc aperta E nun rutt cumm a nu puorc Ric ogni tanto, sulamente, "ciao bella" jamm bell, ja!
Harlock …
Ma quanto tempo è che non rideva così, la Capitana?! Tanto ma tanto ma tanto.


- Vivi con qualcuno?
- Adesso no.
- C'è sempre qualcosa che resta in giro…
- Anche il caffè lascia il fondo.
- Mia nonna li leggeva, i fondi del caffè. Lei scopriva la vita di tutti quelli che bevevano il caffè in casa sua.
- Ho vissuto un anno con un uomo. Dieci giorni fa mi ha scritto una lettera. La so a memoria. Parla di profumi. Certi profumi ti si attaccano addosso e non vanno via. Dice... mi porto dietro l'odore della tua pelle e delle tue parole. L'altra sera sono corso sulla sponda del fiume dove ci siamo fermati l'ultima volta. Sono rimasto là e sentivo che tu eri vicino a me. Le parole, anche scritte, fanno bene. Una donna le aspetta. Le aspetta sempre.
Da Al di là delle nuvole, di M. Antonioni e W. Wenders (1995)
Non sarò mai magra.

E' un fatto.



- In Messico degli scienziati avevano ingaggiato dei portatori perché volevano raggiungere una città inca, in cima ad una montagna. A un certo punto i portatori si bloccano dove sono e non vogliono più proseguire. Allora gli scienziati, innervositi, non sanno come fare per convincerli a riprendere la marcia. Anche perché non riescono a capire la causa di quella sosta. Dopo qualche ora i portatori si rimettono in marcia e finalmente il loro capo si decide a dare una spiegazione.
- E qual era il motivo?
- Lui dice che avevano camminato troppo in fretta e che bisognava aspettare l'anima.
- L'anima?
- E' meraviglioso. Perché anche noi corriamo dietro a tutte le nostre cose e perdiamo l'anima. Bisogna aspettarla.
- Per farne cosa?
- Tutto quello che ci sembra inutile.
La mia vita in questo momento?
Qualcosa del genere.



riuscivo a vedere le piante del bosco
ascoltando il rumore prodotto tra le foglie del vento
nei temporali mi si affollava di verde la vista spalancando le orecchie
sentivo il mio corpo aderire alle curve dei tronchi
e l'ala gonfiarsi come una vela che lotta con la tempesta
un mare immenso inghiottiva la terra
e io diventavo l'albero di una nave grandissima che tagliava le onde
stavo là in alto coraggiosa alzando la testa
e di luce diventava fatta la carne
ero un dio incontrollabile che combatte i suoi demoni
ero un dio che da mostro si trasforma in creatura perfetta
sentivo applaudire le nubi dal cielo al mio passaggio
e allora provavo cosa vuol dire non essere nata per niente
guardavo me stessa riflessa nei fulmini e prendevo dall'orgoglio potenza
da Dark Demonia, di I. Santacroce e Talexi (Strade Blu Mondadori, 2005)





E' da più di due anni, ormai, che conosco Graziella. Le sue mani mi sciolgono i muscoli, la stanchezza, i pensieri. La prima volta che entrai in casa sua le chiesi perché tenesse il poster di Jim Morrison, lì, appeso, in camera da letto. Mi rispose perché è l'immagine dell'innocenza. A volte mi addormento, tra il profumo degli olii essenziali e i canti degli indiani d’America. A volte parliamo fitto fitto di tisane, di meridiani, di bollette, di uomini. E della vita che curva stretta e sale e scende ripida eccitante spaventosa come un ottovolante. Che in fondo basta prenderla un po' così, come viene. Hanno arrestato il suo ex compagno. Trentadue anni. Tredici meno di lei. Rapina in banca. Un gesto estremo, per porre fine, a modo suo, ad una vita distrutta dalla cocaina e dai debiti. Non possono sentirsi al telefono. Non prima di due mesi. Si scrivono. Lettere. Lettere vere. Con tanto di busta e francobollo. L'altro giorno ho fatto la torta al cioccolato che gli piaceva tanto – mi dice – e gliel'ho scritto. Che magari più avanti potevo anche portargliene una. E di non mangiarla tutta. Di lasciarne un pezzettino a Mr Jingles.


voglio uscire da qui
portami via
Abbiamo sbagliato tutto. Ci siamo illusi di potercela fare. La testa sempre insieme con il corpo. E io non dovevo lasciarti da sola. Era il tuo corpo che voleva mangiare, non la tua testa. Il peso. Il peso non conta. Qualcosa di più specifico. Lo stesso volume ma l'oro pesa di più. Me l'ha insegnato mio padre. Se riesci ad alzare il lingotto senza spostarlo è tuo. E non ci riuscivo, non capivo. Una cosa così piccola, così pesante. Togliere tutto, bruciare tutto, fondere le ceneri. Alla fine resta solo quello che conta veramente.
La richiesta di Vittorio. La risposta di Sonia. Delirio e Ossessione. Potere e Schiavitù. Sogno e Incubo. Sul divano, pietrificata. Assisto allo scempio. Non riesco nemmeno a respirare. So esattamente che cosa accadrà. Fotogramma dopo fotogramma. Il freddo entra nelle ossa. Ad illuminare ferite che non sei stata mai capace di chiudere. Ferite che non hai avuto mai il coraggio di squarciare. E' come stare in equilibrio su un filo. Devi decidere. O cadi rovinosamente a terra. O spicchi il volo. Vorrei non averlo visto, questo film. Vorrei non aver desiderato di vederlo.


vorrei mi cullassi quasi fossi un'infante
un giocattolo inerme
un incendio dei boschi
c'è un silenzio fortissimo
dimmi solo che è un attimo
c'è un silenzio fortissimo
dimmi ancora che adesso ritornano
albe intense e magnifiche, fiori colti da spasimi
guardo mostri che piangono, stanze sole e pienissime
stammi dietro, vieni dentro, stammi dietro e poi stringimi
nell'immenso
rimani
da Dark Demonia, di I. Santacroce e Talexi (Mondadori, 2005)


Lui: e chist chi è?! Padre Pio?
Traduzione Napoletano-Italiano: e questo chi è?! Padre Pio?
Harlock: o masàl, o tegnìl
Traduzione Milanese- Italiano: O lo tieni o lo ammazzi.

oggi rubo il fiato alle mie ansie, perciò
se guido in fretta sotto il sole, giusto perché
necessito contatto fisico più che intimo e subito
no complicazioni, zero o poca teoria
non più discorsi oziosi e gente in posa
ma solo voci amiche, caldi sguardi e voglia di
disconnettermi
confondermi
quando il mammifero è ciò che ti resta di me
a corpo libero, in tutto l'istinto che c'è
solo un mammifero è ciò che ora cerco da te
vivo compulsivo e senza più gravità
oggi non mi voglio critico neanche necessariamente lucido
solo muovermi sudando disarticolato, confondermi distinguermi
voglia di ballare, però forse non so
non dirmi cosa fare
perché non lo farò
su onde cerebrali a corpo libero
tutto il tempo che tempo non è
Subsonica
I miei due uomini preferiti on line al castello in questo preciso momento.


Il mio ego fa scintille.

piccolo
spazio
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- "Sire, su che cosa regnate?"
- "Su tutto", rispose il re con grande semplicità.
- "Su tutto?"
Il re con un gesto discreto indicò il suo pianeta, gli altri pianeti, e le stelle.
- "Su tutto questo?" domandò il piccolo principe.
- "Su tutto questo." rispose il re.
Perché non era solamente un monarca assoluto, ma era un monarca universale.
- "E le stelle vi ubbidiscono?"
- "Certamente", gli disse il re. "Mi ubbidiscono immediatamente. Non tollero l'indisciplina".
Un tale potere meravigliò il piccolo principe. Se l'avesse avuto lui, avrebbe potuto assistere non a quarantatré, ma a settantadue, o anche a cento, a duecento tramonti nella stessa giornata, senza dover spostare mai la sua sedia! E sentendosi un po' triste al pensiero del suo piccolo pianeta abbandonato, si azzardò a sollecitare una grazia dal re.
- "Vorrei tanto vedere un tramonto. Fatemi questo piacere. Ordinate al sole di tramontare."
- "Se ordinassi a un generale di volare da un fiore all'altro come una farfalla, o di scrivere una tragedia, o di trasformarsi in un uccello marino; e se il generale non eseguisse l'ordine ricevuto, chi avrebbe torto, lui o io?"
- "L'avreste voi", disse con fermezza il piccolo principe.
- "Esatto. Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare."
***
Non lo so.
Io ho sempre pensato che fosse opportuno esigere da ciascuno quello che ciascuno non sa di poter dare.
Un drappo di seta orientale. Giallo pallido. Impalpabile. Evanescente. Con delle piccole macchioline rosse, frutto del minuzioso e paziente lavoro degli elfi. Custodito tra le possenti mura del Castello di Dunvegan, nelle highlands scozzesi. The Fairy Flag. Bratach sith, in gaelico. Il dono d'amore di una fata ad un capo dell'antico clan dei MacLeod. La leggenda narra che la bandiera abbia il potere di proteggere il clan dai pericoli. Tre volte soltanto. Due delle quali sono state già utilizzate, tra il XV e il XVI secolo, quando l'isola di Skye fu assalita dai feroci abitanti dei territori vicini. La bandiera venne alzata sui bastioni e, dalla nebbia che avvolgeva il castello, si materializzarono centinaia e centinaia di guerrieri, che affiancandosi ai MacLeod, li condussero alla vittoria. Una volta ancora. Il terzo desiderio. E poi Bratach sith dovrà tornare nelle mani delle fate.
(vado a prendermelo)

Capelli neri, lunghi, forti.
Occhi scuri, sgranati, stupiti.
Gesti morbidi, ammaliatori, potenti.
Fisico slanciato, nervoso, essenziale.
Stile gotico, comico, eccentrico.
Deve essere bello essere la versione in carne e ossa di Victor.

Si ringrazia
