Sabato
Sole pieno. Nessuna nuvola all'orizzonte. Temperatura tra i 35° e i 40°. Maglietta senza maniche con sopra l'immancabile necessario rassicurante giubbottino di salvataggio. Guantini d'ordinanza. Jeans. Sneakers con suola bianca. Occhiali con stanghette larghe. (cosa volete… gli occhi belli sono in genere molto sensibili
)
Domenica
Sole infido. Nuvole sparse, qualcuna decisamente nera. Temperatura tra i 30° e i 38°. Maglia con maniche a 3/4 con sopra l'immancabile necessario rassicurante giubbottino di salvataggio. Guantini d'ordinanza. Bermudino al ginocchio in tessuto tecnico. Sneakers con suola bianca. Occhiali con stanghette larghe.
Esito delle due giornate
Mani bianche.
Avambracci cioccolato.
Braccia dorate.
Torace e parte superiore delle gambe beige. (residuo da precedente lettino abbronzante)
Polpacci dorati.
Piedi bianchi.
Zona perioculare bianco avorio.
Resto del volto rosso carminio.
Naso rosso scuro virante al viola.
Insomma. Prendete questo animale qui.
Metteteci un parrucchino rosso fuoco e otterrete un verosimile ritratto della sottoscritta.
Ma che weekend, signori miei, che weekend!! A parte un attimo di distrazione in cui sono stata lì lì per speronare un catamarano (ma lo skipper è prontamente intervenuto con un'efficace manovra "bestemmione + orzata feroce"), è andata alla grande. La strambata non ha più segreti. (almeno che io sappia) 
Ma come ho fatto a vivere per così tanto tempo senza questa cosa meravigliosa?!?
25 metri a dorso
con craniata conclusiva perché ho sbagliato a contare le bandierine
16 metri a stile libero
stile... stile si fa per dire
5 metri a rana
l'istruttore ha intravisto in me una ranista
credo per via della bocca larga
tutto questo senza bere (eccessivamente)
e dopo quattro lezioni mi sembra già un signor risultato
specialmente se si considera che fino a dieci giorni fa non galleggiavo
sono esaltata
quest'anno farò tutto quello che non ho mai fatto per paura o per pigrizia
tremate tremate le streghe son tornate

Occhei, occhei.
In barca non si dovrebbe gattonare... ma migliorerò! 

Quattro anni. Senza volto, senza voce. Comparire dal nulla, all'improvviso. Giochi di trasparenze. Descritti. Immaginati. Profili da sfiorare appena. Sai quel punto tra il collo e la spalla. Poi fuggire. Sentore di miele e pinoli. E tornare ancora. Per un morso rubato, fugace tra un meeting e una mail. Quando la vita incalza e la stretta allo stomaco non da tregua. Abbastanza vicini per dire forse domani. Abbastanza lontani per dire non questa sera. A strapparci i vestiti di dosso. E spogliare il cuore piano. A tempo di jazz. Non c'è nulla da perdere, del resto. Quattro anni così. Riccioli neri, quinte ribelli di uno sguardo che è abisso insondabile e lago limpido. Frammenti di realtà, di cinema e di musica. Di paesaggi che sembrano usciti da un racconto fantasy. C'è un borgo morente su uno sperone di roccia tra il grigio e l’azzurro. C'è un drago. Ci sono cervi invisibili. E una principessa un po' così. Sfami. E disseti. Questo è il terreno di un degno duellare. Non le camicie con i bottoni con la cucitura a giglio e le iniziali sfumate (e tu lo sai, principessa, tu lo sai, tu lo sai… e ti comporti come se così non fosse).
Bridge
Dita affusolate, eleganti. Che fanno vibrare corde e accordi. Che ti bloccano i polsi in un disperato bisogno di resa. Che accarezzano e imboccano. Do(l)cilità. Le prime ciliegie della stagione. Anche se piove senza ritegno e l'estate sembra ancora un miraggio.