
E che cosa volete che vi dica... che sono incredula e senza parole?
Ecco. Sono incredula, senza parole. E terribilmente felice.

" (...). Allo stesso modo, ora, non voglio sapere niente di te. Ci fu un tempo in cui avrei voluto conoscere ogni anfratto della tua biografia: un percorso che presto o tardi avrei usato per assolverti o per condannarti. Ora mi impongo che quello che vedo debba bastarmi: la tua storia è nel tuo viso, nei tuoi lineamenti, nelle ombre e luci del tuo sguardo, dopo una certa età abbiamo la faccia che ci meritiamo. Io non voglio sapere che cosa ti ha fatto così, non voglio guardare nel motore, sapere che cosa ti ha limitato o arricchito; non voglio sapere se il tuo sia un meritevole punto d’arrivo o un disonorevole ristagno attorno al punto di partenza. Non voglio conoscere i tuoi genitori. Non voglio vedere la foto dei tuoi ex. Giungo a questa ora delle nostre vite, ti trovo come sei, con qualche segno, vissuta come desidero che tu sia. Il nostro passato ci ha portato a noi. Avremo tempo per raccontarci esperienze e curriculum: tanto non ne esistono di adatti a giustificare noi. Dopo una vita questo mi rimane: la percezione inafferrabile, irrazionale, che sei l’unica persona che voglio."
Filippo Facci, da Grazia del 7 aprile 2009.