
Non vanno a un aperitivo, vanno a cinque o sei. Seguono un percorso itinerante a variazione continua, annusano l’aria, sbirciano assorti il cellulare che non è un cellulare: è il frullante indice delle quotazioni serali, il micro-registro contabile delle liste d’attesa, una specie di gioco, una caccia al tesoro in cui spesso cambia anche il tesoro, cambia lei, lui, lei, loro. È il navigatore dei desideri contingenti, una classifica e un’agenda del prossimo minuto.
All’imbrunire surfano sulla città come su internet, una porta ne apre un’altra, e un’altra, magari un’altra, se va male si torna indietro, sempre che si ricordino da dove erano partiti, che cosa dovevano fare, chi dovevano vedere.
Vaghezza e non-rintracciabilità spaziale e temporale per loro sono tutto. Non saprai mai dove sono davvero, con chi, da dove chiamano o ti messaggiano: non c’è porta che non tengano socchiusa. Non dicono mai niente di preciso, non prendono mai un impegno, non ti danno mai una conferma: al limite la chiedono, ma poi riprendono tempo e ri-decidono di non decidere. Loro prospettano un’eventualità. Anzi: non la escludono. Che gli costa? La serata è lunga. Collaudate locuzioni li mantengono sospesi nell’indeterminatezza che perseguono, e senza rimarrebbero inceppati: «Vediamo», «Adesso vedo», «Ci sentiamo dopo», «Magari ti raggiungo», «Magari ti richiamo», «Non so a che ora finisco», «Ci aggiorniamo». Ma anche no. Non vediamo. Non ci sentiamo. Magari non ti raggiungo. Magari non ti richiamo. So benissimo a che ora finisco: per forza, non ho mai iniziato.
Spesso non ti stanno chiamando, ma sorvegliando. Non hanno dato la buonanotte solo a te: è un sms seriale. Loro coltivano, innaffiano l’orto. Vorranno cogliere coi tempi loro, quando andrà a loro, sempre che vada a loro, sempre che non abbiano di meglio. Vediamo, adesso vedo, ci sentiamo fra un po’.
E se improvvisamente appaiono e ti fanno una sorpresa, non illuderti: spesso è per sparire un minuto dopo, per anticiparti. Ti hanno vista perché non volevano vederti. Per rendere perdonabile, di lì a breve, la loro fuga con una balla qualsiasi. Ma non è detto. Magari tornano. Magari ti richiamano. Adesso vedono.
da "Grazia", 1 luglio 2009
