Benvenuti nel mio Castello

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† spiriti liberati

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† editto del regno

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† innocenti vanità

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† sentinelle del castello



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mercoledì, 22 luglio 2009

manchi
E fa anche capire come a volte si fanno alcune cose solo perché si soffre e si è altrove e di come se ne facciano altre soltanto perché se ne ha voglia e chissenefrega del mondo. (…) Vorrei che tu mi dicessi che siamo meglio di così e vorrei avere le parole per dirlo io. Anzi, sai che ti dico, mi sforzo: siamo meglio di così. Mille volte meglio.
 
da Non è niente, di I. Bernardini (Baldini Castoldi Dalai, 2005)
mercoledì, 15 luglio 2009

Me lo sono chiesta tante volte, nelle ultime settimane. A che cosa pensi quando ti guardi allo specchio, al mattino, alla sera, tra una crema e l’altra. 45 anni. Un dio nella professione, una nullità come uomo.
 
***
 
Alice: Milioni di anni di evoluzione, vero? vero? Mentre gli uomini si preoccupano di infilarlo dovunque possono, le donne devono solo pensare alla stabilità della famiglia, alla fedeltà coniugale e a chissà quali altre cazzate.
 
Bill: Un concetto troppo semplificato, Alice, ma di sicuro è qualcosa del genere.
 
Alice: Se invece voi uomini solo sapeste...
 
 
da Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999)
giovedì, 09 luglio 2009

Facci ha colpito ancora. Sempre geniale.

Meglio non farsi illusioni su quelli abituati a dire: «Adesso vedo»

Non vanno a un aperitivo, vanno a cinque o sei. Seguono un percorso itinerante a variazione continua, annusano l’aria, sbirciano assorti il cellulare che non è un cellulare: è il frullante indice delle quotazioni serali, il micro-registro contabile delle liste d’attesa, una specie di gioco, una caccia al tesoro in cui spesso cambia anche il tesoro, cambia lei, lui, lei, loro. È il navigatore dei desideri contingenti, una classifica e un’agenda del prossimo minuto.

All’imbrunire surfano sulla città come su internet, una porta ne apre un’altra, e un’altra, magari un’altra, se va male si torna indietro, sempre che si ricordino da dove erano partiti, che cosa dovevano fare, chi dovevano vedere.

Vaghezza e non-rintracciabilità spaziale e temporale per loro sono tutto. Non saprai mai dove sono davvero, con chi, da dove chiamano o ti messaggiano: non c’è porta che non tengano socchiusa. Non dicono mai niente di preciso, non prendono mai un impegno, non ti danno mai una conferma: al limite la chiedono, ma poi riprendono tempo e ri-decidono di non decidere. Loro prospettano un’eventualità. Anzi: non la escludono. Che gli costa? La serata è lunga. Collaudate locuzioni li mantengono sospesi nell’indeterminatezza che perseguono, e senza rimarrebbero inceppati: «Vediamo», «Adesso vedo», «Ci sentiamo dopo», «Magari ti raggiungo», «Magari ti richiamo», «Non so a che ora finisco», «Ci aggiorniamo». Ma anche no. Non vediamo. Non ci sentiamo. Magari non ti raggiungo. Magari non ti richiamo. So benissimo a che ora finisco: per forza, non ho mai iniziato.

Spesso non ti stanno chiamando, ma sorvegliando. Non hanno dato la buonanotte solo a te: è un sms seriale. Loro coltivano, innaffiano l’orto. Vorranno cogliere coi tempi loro, quando andrà a loro, sempre che vada a loro, sempre che non abbiano di meglio. Vediamo, adesso vedo, ci sentiamo fra un po’.

E se improvvisamente appaiono e ti fanno una sorpresa, non illuderti: spesso è per sparire un minuto dopo, per anticiparti. Ti hanno vista perché non volevano vederti. Per rendere perdonabile, di lì a breve, la loro fuga con una balla qualsiasi. Ma non è detto. Magari tornano. Magari ti richiamano. Adesso vedono.

da "Grazia", 1 luglio 2009

lunedì, 06 luglio 2009

 

Alessandro & Maria

LEI: No, bisogna avere l'aria di essere sempre occupati in qualcosa di appassionante. Un giorno che sia una semplice giornata di ventiquattro ore è intollerabile. Una giornata deve essere un lungo piacere quasi insopportabile. Ma non sono mica io quella che sta con loro... e ride, e canta... E' la mia controfigura! ... La faccio divertire come una matta... la mia controfigura!... Nessuno lo sa dove sono io... A proposito, nel tuo esilio non ci sarebbe posto per una persona straordinaria, ma cosi straordinaria...
 
LUI: Saresti tu, eh?...
 
LEI: sì, così straordinaria che bisogna per forza amare, preferire, difendere... proprio come se esistesse...
 
tratto da Il caso di Alessandro e Maria, Curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo. Commedia in due atti di Giorgio Gaber e Sandro Luporini