Benvenuti nel mio Castello

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† editto del regno

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† innocenti vanità

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† sentinelle del castello



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martedì, 22 settembre 2009

rinoceronte

8 settembre 
 
Giunge la notizia della morte di Mike Buongiorno.
 
Harlock         Hai sentito? E' morto Mike Buongiorno.
 
Federico        Ma dai, davvero?
 
Harlock         Sì sì, era a Montecarlo. E' uscito un flash d'agenzia ma non si conoscono ancora i dettagli.
 
Federico        Eh, a Montecarlo, potendo scegliere…
 
Harlock         Ecco, adesso inizieranno con i rinoceronti…
 
Federico        Intendi dire i coccodrilli…
 
Harlock         Sì, quelli…
giovedì, 17 settembre 2009

coerenza

Nella vita la coerenza è tutto.

mercoledì, 16 settembre 2009

La pioggia che batte incessante sul tetto, a cancellare un'estate che non mi è mai sembrata così breve e insignificante. Il freddo improvviso. Mi raggomitolo sotto il copriletto troppo leggero, la testa affondata nei cuscini di piuma. Un altro, meno soffice, che segue la linea del mio corpo. A tamponare il vuoto, a fare finta che. Nel dormiveglia tutto può sembrare tutto. Non cambio le lenzuola da due settimane. Appesa ad un ultimo sciocco simbolico baluardo della tua presenza che presenza, in fondo, non è stata mai. Sudo freddo, il collo bagnato, il petto bagnato. Non trovo pace, questa notte. Ripenso ad una primavera di tanti anni fa. Avevo smesso di mangiare quasi completamente. Uno yogurt e una mela al giorno. L'unico pensiero era il controllo. E il movimento, tanto, tantissimo movimento. Per bruciare quello yogurt, quella mela e quello schifosissimo corpo che mi avvolgeva come un macigno gommoso. Era bello aprire gli occhi, al mattino, e sentire le ossa del bacino e la concavità del ventre. Ogni giorno più tesa, più profonda. Il battito che accelerava quando sul display della bilancia elettronica stava per comparire il peso e la percentuale di muscolo e di grasso. Il cervello che calcolava in un millesimo di secondo il nuovo indice di massa corporea, rispetto a ieri, rispetto al mattino. Questione di decimali. Delirio di onnipotenza. E' stato un attimo. Ho sentito il mio cervello ribellarsi. Uno strattone improvviso. Un elettroshock. A salvarmi da me stessa. Questo aspetto, adesso. Sto in silenzio, quasi non respiro. Per avvertirlo, quel segnale. Magari è un sussurro e io devo riuscire a sentirlo. Perché non posso deciderlo, è ovvio. Altrimenti lo avrei già fatto.
 
 
ossessione
 

Purtroppo ho scoperto che menzionare l’ossessione non ha altro effetto che prolungare l’ossessione.
(Heather McGowan, Duchessa del nulla, Nutrimenti, maggio 2009)
martedì, 15 settembre 2009

telefono

All'uscita dall'ufficio, un collega parla al cellulare, pochi passi dietro di me.
 
"Ciao piccola! stai facendo una torta? allora questa sera la mangiamo! sì, sì, sto arrivando… mi passi la mamma? ciao amore, sono uscito adesso… sono in scooter, tra venti minuti arrivo… "
 
 
Risponde la segreteria telefonica di Harlock. Con tutta probabilità non sono in casa. Lasciate un segnale dopo il segnale acustico bippppppppppppppppppp
 
 
C'est la vie. Giusta o ingiusta che sia, ma c'est la vie.
mercoledì, 09 settembre 2009

ossessione

Sì, tua sorella era perdutamente innamorata di un uomo che la rendeva molto infelice. Usando i tuoi tecnicismi, forse dovrei dire che era ossessionata da lui. Da quello che mi ha raccontato aveva una relazione molto ambigua. Sembra che lui avesse occhi solo per se stesso. Era un egoista, come tanti altri. La massacrava moralmente, perché a volte voleva stare con lei e molte altre no, e questo accadeva in modo aleatorio. Invece di darle un po’ di stabilità, la consumava giorno per giorno; come una sanguisuga, le ha succhiato il sangue poco a poco. Era di quel tipo di uomini che hanno bisogno che gli diano gas, ma tua sorella, anche se era una donna forte, di fronte all'amore si comportava come se non avesse avuto volontà, come un'idiota. Si faceva calpestare e maltrattare, umiliare e strapazzare come uno straccio sporco dal quale devi scuotere la polvere. Conosco tanti casi simili; donne che si fanno in quattro per uomini che le tengono in vita con un po' d'acqua e un tozzo di pane.  

da La mancanza, di Paula Izquierdo (Cavallo di ferro, 2008)
domenica, 06 settembre 2009

limite

 

Io sono al limite. Tu sottovaluti il problema. Credimi.

martedì, 01 settembre 2009

piccolamia

 

L'arte di perdere non è difficile da imparare;
così tante cose sembrano pervase dall'intenzione di essere perdute,
che la loro perdita non è un disastro.
Perdi qualcosa ogni giorno.
Accetta il turbamento delle chiavi perdute, dell'ora sprecata.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.
Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:
luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare.
Nessuna di questecose causerà disastri.
Ho perduto l'orologio di mia madre. E guarda!
L'ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.
Ho perso due città, proprio graziose.
E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo,
due fiumi, un continente.
Mi sono mancati, ma non è stato un disastro.
Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato).
Questa è la prova.
E' evidente, l'arte di perdere non è troppo difficile da imparare,
benché possa sembrare un vero (scrivilo!) disastro
 
Elizabeth Bishop